E se smettessi di chiamarla lotta?
Lumina torna da qui: da quello che cambia quando inizi a capire come funzioni.
Fuori le mamme accompagnano a scuola i musi stropicciati dei loro bimbi. Qualcuno vuole tornare a casa, è rimasto tra la colazione e l’odore di un sacchetto di biscotti appena aperto. Il tizio dell’agenzia di assicurazioni cammina sotto le mie finestre parlando al telefono: potrei fargli consulenza sulla comunicazione, ormai. No, non è vero. Vorrei solo spiegargli che il suo continuo parlare mi distrae.
Sono in piedi da un po’, dopo poche ore di sonno. Il caffè mi scalda i pensieri, che però erano già sveglissimi e avevano organizzato la giornata senza consultarmi.
Il lunedì cominciano con «e se dicessi solo cazzate?». Al venerdì io e il mio «ma se avessi sbagliato tutto per davvero?» ci sediamo comodi, ognuno con il proprio caffè, e ci guardiamo negli occhi. Lui è sempre fottutamente più bello di me.
Sono passati mesi così. Il pastrucchiamento dell’anima ha bisogno di tempo per addensarsi a dovere, ma a un certo punto gli ho chiesto il conto: mi chiedeva troppo per quello che ero disposta a dare.
Soprattutto, mi sono accorta di come mi stavo raccontando tutto questo. Stavo lottando, ancora. Contro cosa, però, non avrei saputo dirlo con precisione.
Ho lottato per tutta la vita, anche in battaglie ereditate da altri. Ho provato a far entrare pensieri tondi in forme quadrate, riuscendo solo a farmi male alle mani e alle lacrime. E quando non entravano, invece di guardare la forma, chiedevo a me stessa di spingere più forte.
È una domanda che ritrovo anche nel mio lavoro: quanto di quello sforzo serve davvero, e quanto nasce dal tentativo di corrispondere a un modo di essere che non ci appartiene?
Sono una mentor coach e lavoro con persone plusdotate e ad alto potenziale cognitivo. Le accompagno a conoscere il proprio funzionamento e a riconoscere i propri talenti, per costruire scelte che tengano conto di ciò che conta per loro. A volte si parte dal lavoro, altre dallo studio o dalla relazione con un figlio gifted. Si parte da una situazione concreta, spesso da qualcosa che continua a costare troppa fatica.
Capire meglio come sei può darti informazioni che prima ti mancavano. E quelle informazioni diventano utili quando ti aiutano a cambiare qualcosa: il modo in cui organizzi il lavoro, una richiesta che non riuscivi a formulare, un obiettivo che continuavi a inseguire senza chiederti se fosse ancora tuo.
È lì che per me comincia la strategia. Nel passaggio tra «perché non ci riesco?» e «di cosa ho bisogno per farlo in un modo che tenga conto di me?».
In questi mesi ho avuto bisogno di rivolgermi la stessa attenzione. Ho cambiato playlist e lasciato entrare persone capaci di alleggerire pesi che non sapevo nemmeno di portare. Anche la vergogna ha avuto da ridire: me la immagino sempre come una signora novantenne ben vestita, con un sopracciglio alzato e le labbra serrate. Sto imparando a sorriderle senza darle ogni volta l’ultima parola.
Questo riguarda anche Lumina. Quando l’ho immaginata ero un’altra persona; pretendere di tornarci esattamente come prima sarebbe un altro tentativo di infilarmi nella stessa forma quadrata.
Voglio che qui continuino a incontrarsi la mia esperienza di persona gifted e il mio lavoro: racconti in cui riconoscersi, domande da portarsi dietro e strategie da provare nella propria quotidianità. Non prometto ancora uscite regolari. Voglio darle uno spazio che possa abitare davvero.
Se ti va, continua a leggermi. E intanto ti lascio la domanda da cui sto continuando anch’io: dove stai chiedendo a te stessə di spingere più forte, quando avresti bisogno di capire cosa non sta funzionando?
Se vuoi esplorarlo insieme, qui trovi i miei percorsi. Possiamo partire da una conversazione sulla tua situazione e capire se posso esserti d’aiuto.
Conoscerti sarà un piacere.
Giada
A volte leggerai storie di persone che si sono rivolte a me negli anni. Arrivano da percorsi reali di coaching che ho seguito nel tempo. Le parole sono quelle che abbiamo davvero detto, o quasi, perché le ho trascritte cercando di restare fedele al senso e alla voce di chi le ha pronunciate. I nomi e qualche dettaglio, invece, li cambio sempre: proteggere la riservatezza di chi si affida a me è parte del mio modo di lavorare.
Lumina è la newsletter in cui ti racconto il mondo gifted dal punto di vista di chi gifted lo è e ha fatto della sua neurodivergenza uno strumento per aiutare altri gifted. Troverai storie ed esperienze, mie e delle persone che si affidano a me. Idee, suggerimenti, qualche strategia e molti fallimenti. Sentiti a casa, mettiti comodo e comoda, vuoi un caffè? Buona lettura!

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