Lumina n. 45

30 Set 2025

Hai davvero bisogno di un altro corso?

Ti iscrivi, prendi appunti, salvi link, apri nuove cartelle su Drive con nomi tra il preciso e il “vabbè poi ci torno” – quanti “corso1” e “formazione2025” ti ritrovi?! – ; poi torni alla scrivania, controlli le cose da fare della giornata e arriva la domanda che conosciamo fin troppo bene: “e adesso, con tutto questo, che ci faccio davvero, dove lo metto nella mia vita personale o professionale?

Succede a molti: una parte cospicua di ciò che impari resta lì, sospesa tra appunti e attestati, mentre il lavoro continua a chiederti decisioni su una scaletta di priorità che assomiglia sempre meno a quella che hai in testa. E allora parte il pensiero circolare, quello che si camuffa da lucidità ma che – se guardi bene – è non saper stare nella noia e nella routine: “forse è un mio limite, forse devo imparare meglio questa parte, forse mi manca proprio quella certificazione in più, forse serve un altro corso, e poi anche quest’altro … ”, come se la toppa potesse diventare abito per il solo fatto di aggiungerne molte, tutte insieme, una sopra l’altra.

Mentre scrivo, è esattamente quello che ho di nuovo fatto: mi sono iscritta a un corso universitario online sulle neuroscienze, nonostante stia già seguendo un master specialistico sulle neurodivergenze e questa settimana ripartano le lezioni del mio corso di laurea in storia. Potrei far finta di no, ma la verità è che questa fame di conoscenza è reale, ci abita, ci ha dato molto – e continuerà a farlo sempre – , e proprio per questo merita rispetto, ma anche dei confini gentili, magari con un patto chiaro con la vita di tutti i giorni.

C’è un dato semplice e scomodo che ci aiuta a rimettere i piedi a terra: non avremo mai il tempo per tutto e non ci basterà una vita per sapere tutto. E allora il passaggio non è smettere di desiderare – sarebbe come tradirsi, e lo sanno bene quanti di noi vivono vite su progetti altrui – ma spostare l’attenzione da “tutto, subito, senza limiti” a “inizio da qui, porto a sistema ciò che ho già, gli do un posto e una funzione, e diluisco il resto in un calendario umano”, dove umano significa che contempla lavoro, sonno, relazioni, incertezze, imprevisti, cadute e ripartenze, e non solo la parte più brillante di me.

Perché quello che raccontate spesso in sessione è proprio questo paradosso: la sete di imparare cresce – il voler capire anche rispetto al senso delle cose – , ma insieme cresce la frustrazione di non avere tempo, di fare i conti con la logistica vera della propria vita, di non sapere come trasformare quella conoscenza in pratica quando la realtà – la vostra – sta da un’altra parte o vi chiede competenze che quel corso non aveva in programma. E non si tratta di scelte sbagliate, ma più di un disallineamento di piani, come quando cerchi di ascoltare due tracce audio diverse nello stesso auricolare e finisci per perdere il filo di entrambe.

Iscriversi corso dopo corso, senza un perimetro chiaro, somiglia molto a fare la spesa senza lista e senza un’idea di cosa cucinare: il packaging ti conquista, i colori sono la prima cosa che noti, controlli i nutrienti e sono ok. Poi arrivi a casa e quello che hai preso capisci che in realtà non ti serve, non sai bene in quale cassetto metterlo, né in che ordine usarlo, né con chi condividerlo. Quello che è mancato non è la qualità dei prodotti, ma l’ossatura che li tiene insieme: una strategia minima, concreta, che ti permetta di scegliere con criterio e anche di concederti qualche “ingrediente superfluo” solo perché ti dà gioia – ma sapendo dove sta nello schema, che ruolo ha, e che effetto avrà su quella “ricetta”.

Forse, allora, il punto è cominciare a porci tre domande prima di aggiungere l’ennesimo corso al carrello:

  • Cosa mi fa scegliere proprio questo, adesso, e non altro?
  • Dove e come si incastra, cioè quale abitudine, progetto o decisione andrà a toccare già da domani mattina?
  • E cosa lascio fuori, consapevolmente, per far spazio a ciò che scelgo?

Non serve diventare minimalisti della formazione, serve diventare architetti del nostro apprendimento: meno accumulo, più integrazione, meno “un giorno mi servirà”, più “lo scelgo perchè”. Quando succede, e succede, quella frustrazione inizia a trasformarsi piano piano in “stavolta ci faccio davvero qualcosa, e ho già un piano per il prossimo step”: non puntiamo alla perfezione, ma a qualcosa che possa essere chiamato finalmente nostro.

Cosa bolle in pentola?

Settembre, lo sappiamo, ha l’energia del lunedì dell’anno: rimette ordine alle priorità, soprattutto a quelle più necessarie, e quest’anno sono felice di raccontarti di un paio di novità che, forse, fanno per te.

🎓 IO IMPARO – Laboratorio per studenti e studentesse (scuole secondarie di I e II grado) – Roma
Insieme a Valentina Miniati, Tutor didattico BES–DSA e per APC/plusdotati, abbiamo costruito un percorso che non è la “lezione motivazionale” che svanisce dopo una settimana né il semplice tutoraggio di contenuto, ma un allenamento concreto a conoscersi mentre si studia, a dare forma alle risorse e a gestire gli inciampi che, lo sappiamo, arrivano sempre nel momento meno opportuno.
Se ti stai chiedendo “ma quindi cosa faranno i ragazzə?”, ecco il cuore del lavoro:

  • 🎒 Scoprire chi sei quando studi: riconoscere quando la concentrazione parte davvero e quando, invece, serve cambiare passo per ritrovarla.
  • ⏱️ Rimettere il tempo al suo posto: capire dove scappa, trovare un ritmo che non sembri una gara a cronometro.
  • 🌱 Dare voce alle risorse: fiducia, calma, parole chiare con i prof e con te stessə…più facile a fare ce a dire!
  • Gestire l’imprevisto: pensieri a raffica, blocchi, corpo in tilt… e un modo pratico per ripartire.
  • 🧠 Conoscere il tuo pensiero: mappe, schemi, immagini, associazioni (anche mixate), per uno studio davvero tuo.
  • 🎯 Capire perché ti distrai: e come rientrare “dentro” senza dannarti e senza sensi di colpa (soprattutto!).
  • 🔋 Regolare l’energia: i momenti “scheggia” e quelli “slow-mode”, imparando a non sabotarli.
  • 🏁 Portare a casa qualcosa di tuo: una piccola scelta chiara per il “prossimo giro”, perché il futuro si costruisce a passi brevi ma continui.

Ogni gruppo è diverso e aggiunge profondità e senso: per questo Io Imparo ha una struttura solida e, insieme, offre lo spazio per ciò che emerge davvero dalle persone presenti. Se ti risuona, scrivimi rispondendo a questa mail oppure usa i contatti indicati in locandina: saremo felici di aiutarti. 💬

👪 Percorso in presenza per genitori di bambinə e ragazzə gifted (APC/plusdotazione)
Un ciclo di 4 incontri pensato per chi, dopo una valutazione, desidera capire meglio i primi temi fondamentali legati all’alto potenziale e alla plusdotazione.

Se stai cercando un sostegno per uscire dalla confusione qui trovi strumenti semplici da adottare subito, esempi reali, confronto con altri genitori e la rassicurazione che nasce dalla conoscenza e quando non ci si sente più da solə. 🤝

Spazio 1:1 – ottobre
Ma se invece senti che adesso ti serve un luogo tutto tuo, per lavorare su un nodo specifico e rimettere al centro ciò che conta, ad ottobre riapro l’agenda con 4 posti per percorsi individuali di coaching: pochi, per poterli seguire con la qualità che meritano. Considera che terminati questi, valuterò le prossime aperture per dare spazio a progetti che mi chiederanno impegno per un po’ di tempo.

Ecco, ti ho raccontato tutto (per ora…). Se qualcosa ti ha chiamato per nome – un bisogno, una curiosità, una fatica che riconosci – scrivimi qui in risposta oppure contattami ai numeri in locandina per i lab: ti aiuto volentieri a capire se e dove queste proposte possono fare per te.


Grazie, soprattutto per la fiducia che, ogni volta, rende possibile il lavoro per me più bello: trasformare idee in esperienze che cambiano la quotidianità. 💛


A volte leggerai storie di persone che si sono rivolte a me negli anni. Arrivano da percorsi reali di coaching che ho seguito nel tempo. Le parole sono quelle che abbiamo davvero detto, o quasi, perché le ho trascritte cercando di restare fedele al senso e alla voce di chi le ha pronunciate. I nomi e qualche dettaglio, invece, li cambio sempre: proteggere la riservatezza di chi si affida a me è parte del mio modo di lavorare.

Lumina è la newsletter in cui ti racconto il mondo gifted dal punto di vista di chi gifted lo è e ha fatto della sua neurodivergenza uno strumento per aiutare altri gifted. Troverai storie ed esperienze, mie e delle persone che si affidano a me. Idee, suggerimenti, qualche strategia e molti fallimenti. Sentiti a casa, mettiti comodo e comoda, vuoi un caffè? Buona lettura!

📚Se vuoi leggere le puntate precedenti, le trovi qui.

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